Ricordate il vostro primo incontro con il team Mutina?
era stata premiata per Déchirer e noi per Stack di Established & Sons.
Qualche settimana dopo siamo stati invitati nella sede di Sassuolo per
discutere di una potenziale collaborazione. Non avevamo mai pensato di
progettare degli elementi in ceramica prima di conoscere il team Mutina,
ma ci siamo subito innamorati della loro personalità e del loro approccio
al design, quindi non abbiamo avuto altra scelta.
Come è stata sviluppata la collezione Tex?
collezione infinita di tessuti sparsi in modo casuale su quattro enormi
pavimenti. Vengono date delle forbici per potersi tagliare i campioni in
autonomia, quindi ci è bastato recuperare più pezzi che potevamo a cui
ispirarci! Poi li abbiamo portati a Londra, nel nostro studio, e su ognuno
di essi è stata pressata della plastilina, riproducendo la trama tessile sulla
superficie bianca. Dopo che Massimo li ha visti, non c’è voluto molto per
ultimare la collezione. Quei campioni sono ancora conservati nel nostro
studio.
Tex presenta non solo diversi colouri, ma anche varie texture sulla superficie
degli elementi. Che tipo di esperienza volevate creare attraverso questo
aspetto particolare?
toccare. In quel periodo stavamo lavorando a dei parquet in legno ed
eravamo molto interessati allo sviluppo di pattern all’interno di una
griglia predefinita. Tex doveva trasmettere una sensazione simile, quindi
abbiamo sfruttato l’adattabilità della ceramica, prendendo in prestito le
trame dei tessuti per ottenere questo livello di tattilità.
Che ruolo ricopre la creatività in termini di layout e applicazioni possibili
all’interno della collezione?
noi che gli utenti finali si sentissero liberi di giocare con gli elementi,
creando le proprie combinazioni di pattern e colouri. Tutt’ora ci stupiamo
di come architetti, interior designer e clienti utilizzano Tex nei loro progetti.
Do you remember the first time you met the Mutina team?
had received the prize for Déchirer and us for Established & Sons’ Stack.
A few weeks later we were invited to their Headquarters in Sassuolo to
discuss a potential collaboration. We had never considered working on
ceramic tiles before meeting the Mutina team, but we absolutely fell in
love with them and their approach to design, so it didn’t leave us any
other option.
How did the Tex collection develop?
collection of textiles randomly spread over four very big floors. They
give you scissors to cut the samples you want by yourself, so we simply
collected as many inspiring pieces as we could! We later brought them to
our studio in London and pressed plasticine on each sample, reproducing
the textile’s pattern onto a white surface. From the moment Massimo saw
them, it didn’t take long to finalise the collection. We still have those
samples in our studio.
Tex features not only different colours, but also various textures on the
surface of the elements. What kind of experience did you aim at creating
through this particular aspect?
touch. At that time, we were working on wooden parquet floors and we
were really into creating colourful patterns within a given grid. For Tex,
we aimed at obtaining something with a similar feel, so we used the
adaptive character of ceramics and borrowed textures from textiles to
achieve this level of tactility.
What role does creativity play in terms of layouts and possible applications
within the collection?
to allow the users freedom to play around and come up with their own
patterns and colour combinations. It is still amazing to see how architects,
interior designers and customers are using these tiles in their projects.
Opposite page – Tex Blue, Cream, White, Blue Battiscopa